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Test sierologici rapidi presso la Misericordia di Sarteano

Presso la Venerabile Arciconfraternita di Misericordia di Sarteano è possibile effettuare il test sierologico rapido.

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La nostra storia

Era il gennaio del 1212 quando San Francesco d’Assisi giunse per la prima volta al castello di Sarteano. Si stabilì in un luogo isolato sul monte di Solaia dove lasciò un gruppo di suoi poveri seguaci i quali, come primitivo lievito, crearono un piccolo oratorio costruendo una povera chiesetta. Da questo iniziale eremo sarebbe nato successivamente il convento dei Cappuccini di Sarteano.
Quando i frati cappuccini scendevano in paese dal loro convento, per loro comodità avevano a disposizione una stanza con un camino nei pressi della pieve di San Lorenzo. In questo piccolo luogo di ricovero venne fondata dai Cappuccini stessi, nella seconda metà del secolo XVI, la Compagnia di San Bonaventura Cardinale che rimase sempre sotto la loro speciale tutela.
La prima memoria scritta della Compagnia di San Bonaventura risale al 17 marzo 1674. In questo documento si ricorda la volontà di riprendere l’operatività già interrotta e l’elezione di un nuovo priore.
La Compagnia partecipava alle processioni paesane, organizzava la festa annuale del proprio patrono, aveva veglie settimanali di preghiera e adorazione presso la chiesetta ricavata dal primitivo locale, si occupava del trasporto dei defunti. I fratelli della Compagnia si recavano a turno in paese e nelle campagne a chiedere l’elemosina per sostenere l’Oratorio e per la carità agli indigenti di Sarteano. L’attività di censura dei confratelli era affidata all’opera di tre Fratelli Segreti che ne indicavano per iscritto e con dei timbri distintivi anziché con le firme, colpe e trascuratezze al Priore, indicando anche le penitenze da impartire.
Sul finire del secolo XVII si osserva un legame spirituale con la Compagnia di Gesù di Montepulciano, che porterà ad intitolare intorno al 1720, compatrono della Compagnia Sant’Ignazio da Loyola.
Durante gli anni furono più volte effettuate opere murarie per ingrandire i locali della Compagnia, costruendo in vari momenti una sagrestia, una cucina e altre stanze di modo che quando nel 1766 venne in visita a Sarteano il vescovo Pannilini, fu alloggiato nelle stanze del nostro Oratorio.
L’Oratorio di San Bonaventura venne soppresso con decreto del granduca Pietro Leopoldo dell’8 marzo 1784 e incorporato nella Compagnia del Santissimo Sacramento. Venne ricostituito nuovamente con decreto granducale di Ferdinando III del 19 giugno 1793 e eretto con decreto del vescovo Pannilini il giorno 11 luglio 1793.
Il 26 ottobre 1862 venne convocata un’adunanza dei fratelli della Congregazione dei Santissimi Bonaventura ed Ignazio con la presenza di venti confratelli presieduta dal proposto Luigi Selvani. In questa assemblea venne proposto da monsignor Emidio Selvani di trasformare la Congregazione di San Bonaventura in Confraternita di Misericordia. La proposta, accolta favorevolmente, portò il successivo primo novembre alla convocazione di una commissione dei promotori della fondazione nella chiesetta della Confraternita per la nomina degli incaricati ed il successivo 2 novembre 1862 alla convocazione di una adunanza pubblica nella chiesa collegiata di San Lorenzo con un numero di circa duecento confratelli iscritti partecipanti.
In data 13 dicembre 1862 con decreto prefettizio, venne approvata la costituzione della Arciconfraternita della Misericordia di Sarteano, esattamente 650 anni dalla visita nel nostro paese del Santo di Assisi.
Con deliberazione n°49 del 0 9/03/ 1999, il Consiglio della Regione Toscana ha accertato la natura privata dell’Ente secondo l’art. 18 della Costituzione della Repubblica Italiana e ai sensi dell’art. 12 C.C.. Pertanto si procede in data 30/05/ 1999 all’aggiornamento dello Statuto ispirandolo al messaggio consegnato dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II alle Misericordie nell’udienza del 14/06/ 1986: “Siate i fautori della civiltà dell’Amore e testimoni infaticabili della cultura della Carità”.

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Papa Francesco 14 Giugno 2014

Discorso rivolto ai gruppi delle Misericordie e Fratres d’Italia

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

“Le Misericordie, antica espressione del laicato cattolico e ben radicate nel territorio italiano, sono impegnate a testimoniare il Vangelo della carità tra i malati, gli anziani, i disabili, i minori, gli immigrati e i poveri.
Tutto il vostro servizio prende senso e forma da questa parola: “Misericordia”, parola latina il cui significato etimologico è “miseris cor dare”,”dare il cuore ai miseri”, quelli che hanno bisogno, quelli che soffrono.

E’ quello che ha fatto Gesù: ha spalancato il suo cuore alla miseria dell’uomo.
Il Vangelo è ricco di episodi che presentano la misericordia di Gesù, la gratuità del suo amore per i sofferenti e i deboli.
Dai racconti evangelici possiamo cogliere la vicinanza, la bontà, la tenerezza con cui Gesù accostava le persone sofferenti e le consolava, dava loro sollievo, e spesso le guariva.
Sull’esempio del nostro Maestro, anche noi siamo chiamati a farci vicini, a condividere la condizione delle persone che incontriamo. Bisogna che le nostre parole, i nostri gesti, i nostri atteggiamenti esprimano la solidarietà, la volontà di non rimanere estranei al dolore degli altri, e questo con calore fraterno e senza cadere in alcuna forma di paternalismo.

L’attività delle vostre associazioni si ispira alle sette opere di Misericordia corporale, che mi piace richiamare, perché farà bene sentirle un’altra volta: dare da mangiare agli affamati; dare da bere agli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti. Vi incoraggio a portare avanti con gioia la vostra azione e a modellarla su quella di Cristo, lasciando che tutti i sofferenti possano incontrarvi e contare su di voi nel momento del bisogno”.

Attività ed eventi

Quel dì di festa

15 Giugno 2019

 

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